4 dolci inventati a Bologna che (forse) non state mangiando

  1. Zuccherini bolognesi: si tratta di piccoli biscotti a forma di anello, tipici delle feste e in particolare del matrimonio. Si preparavano, infatti, per offrirli agli ospiti in luogo dei più costosi confetti, come simbolo della nuova unione ed augurio di felicità e prosperità. La loro ricetta è stata depositata con atto notarile l’11 ottobre 2007 presso la Camera di Commercio di Bologna. 
  2.  La pinza bolognese: da non confondersi con quella veneta! È formata da un impasto di pasta frolla che racchiude un ripieno di mostarda bolognese, la marmellata nera di cotogne e scorze di agrume. Il suo nome deriva proprio dall’effetto dato dalla pasta frolla e dal ripieno, che ricordano una pinza. La ricetta è apparsa per la prima volta in un saggio del 1644 ed è uno dei dolci da credenza più amati della città. 
  3. Raviole: le raviole di San Giuseppe sono dei ravioli dolci di simil-frolla riempiti nella ricetta classica di mostarda bolognese- Anni fa le raviole a San Giuseppe venivano appese alle siepi e messe a disposizione di tutti quelli che passavano a significare che era finito l’inverno e si era pronti per ricominciare con i lavori nei campi. Vengono preparate per la festa del papà (19 marzo), ma sono buonissime tutto l’anno! 
  4. Torta di riso (o degli addobbi): è un dolce che ha origini antiche e deve il suo particolare nome alla festività a cui è legato, la festa degli addobbi ossia la festa del Corpus Domini. Sin dal Quattrocento, le finestre delle case bolognesi venivano addobbate con drappi colorati e si era soliti preparare e servire questa torta di riso tagliata a rombi. Gli elementi essenziali sono riso cotto nel latte, uova, zucchero e scorza di limone.