Bologna e la magia: 4 luoghi misteriosi in città

Bologna anche un lato misterioso che si svela nelle sue vie e nei suoi palazzi, e rivela una storia alternativa fatta di magia ed esoterismo:

  • La diavolessa di via d’Azeglio: Si tratta di una statua, simile ai gargoyle de Il Gobbo di Notre Dame, che rappresenta una figura femminile, con testa canina. Questa statua, inquietante e affascinante allo stesso tempo, si trova sul portico dei Bastardini, struttura quattrocentesca che ospitò un orfanotrofio fino al 1800 circa. Qualcuno sostiene che la diavolessa fosse protettrice dei viandanti, altri che sia stata posta come monito a ricordo della strega Caterina vissuta proprio in questo quartiere nel XV secolo;
  • Palazzo Felicini: in via Galliera, presso Palazzo Felicini, abitò la famiglia Fibbia Castracani, un membro della quale diede vita ai Tarocchi ed alla loro storia. Nella Cappella Bolognini, in San Petronio, si può ammirare la prima rappresentazione dell’Appeso. Oggi l’arte contemporanea celebra queste arcane carte nel Museo Internazionale dei Tarocchi, a Riola di Vergato, in provincia di Bologna;
  • Piazza San Domenico: La chiesa di San Domenico fu sede del Tribunale della Santa Inquisizione. Qui si intrecciarono le storie dell’eretica perversione: dai Catari ai Dolciniani, senza dimenticare la storia di uno degli Ordini religiosi più impenetrabili del Medioevo: i Templari. Poco distante, in via degli Arienti, ebbero sede i frati Gaudenti che lasciarono alla città uno dei più oscuri enigmi della storia Aelia Lelia Crispis: la misteriosa pietra funeraria di Bologna.
  • Complasso stefaniano: Sui capitelli della chiesa di Santo Stefano è rappresentato un sapere mutuato da simboli arcani. Tra realtà e leggenda, si legge l’ombra lunare dei simboli ermetici e alchemici che arricchiscono le sue mura. Fu definita la Santa Gerusalemme Occidentale, infatti, la chiesa del Santo Sepolcro riproduce in scala le esatte misure del Santo Luogo gerosolimitano. La tradizione ermetica racconta che il Santo Graal sia rappresentato nel Catino del cortile di Pilato.