Curiosità su Bologna: l’acqua di felsina, il profumo di Bologna

Nel 1827, Pietro Bortolotti presentò alla Commissione Sanità la sua storica invenzione, la ricetta denominata “acqua di felsina“, un profumo che da quel momento egli poté vendere nella sua profumeria sotto al Pavaglione, nelle varianti bianca e rossa. Fu talmente apprezzato nel mondo e in Europa, che nel 1878 a Parigi – alla Exposition Mondiale – ottenne l’unica medaglia assegnata a tale categoria, “per le vere sue qualità salubri e il suo gradevole profumo”, sbaragliando le più blasonate maison francesi e inglesi.

Ogni anno, nel giorno della Madonna della Pioggia, i bolognesi spruzzavano la fragranza sui loro fazzoletti per salutare l’arrivo della loro protettrice. Nel tempo l’acqua di felsina accrebbe il suo successo e la profumeria Bortolotti divenne un ritrovo mondano.

Intorno al 1970 la famiglia cessò la produzione, ma 30 anni dopo, Barbara, erede di Livio Grandi, ultimo realizzatore delle fragranze nate nell’Ottocento, ritrovò le ricette dell’acqua di felsina bianca e rossa di Pietro Bortolotti. Insieme al fratello Pierpaolo, spinti dal desiderio di restituire a Bologna il suo profumo, l’acqua di felsina tornò in produzione e oggi si trova in commercio con il nome di Autentica di felsina.