Dizionario indispensabile di bolognese

Il linguaggio è espressione di un popolo e di una cultura, nonché lo strumento che usiamo per comunicare e metterci in contatto con gli altri, quindi come si può vivere al meglio una città se non imparando qualche parola in dialetto, la lingua “indigena”? Di seguito troverete alcune parole bolognesi da sapere assolutamente, per iniziare il vostro percorso verso il diventare un “bolognese doc“.

  1. andersen: si pronuncia come lo scrittore danese, ma significa “via”, “andiamo via”, da pronunciare con enfasi nel momento di partire;
  2. balòtta: è il gruppo di amici con cui si esce, la compagnia; fare balotta significa stare insieme;
  3. bazza: buon affare, caso fortunato, per estensione ogni buona fortuna;
  4. bagaglio: oggetto del quale non si ricorda il nome, “coso”
  5. bôna lé: l’equivalente di basta;
  6. ciappino: lavoretto domestico, piccola faccenda fatta con cura, con una certa precisione di sapore artigianale. In parole povere, con dell’usta; “non è che potresti venire a farmi un ciappino?”;
  7. cinno: bambino/ragazzo giovane;
  8. farlocco: aggettivo per indicare qualcosa che non funziona;
  9. polleg/polleggiare: il primo (se detto a qualcuno) significa “stai calmo” (simile a scialla di alcuni anni fa) oppure indica uno stato di pace, il verbo significa rilassarsi;
  10. règaz: ragazzo;
  11. sócc’mel: esclamazioni usate come intercalare;
  12. turtlén: tortellino
  13. vèz: vecchio, amico.

Se qualche parola si discosta dalla vostra pronuncia o dal modo in cui la conoscete, vi chiediamo scusa. Come enunciato nella premessa, il dialetto è un’espressione che varia da città a città, da famiglia a famiglia.

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