I Canali di Bologna

Camminando per la città, a meno che non la si conosca bene, non ci si accorge dei canali di Bologna. Avete sentito bene: la città ha ben 80km di canali artificiali, risalenti all'epoca medievale, creati per il rifornimento idrico e la possibilità di commerciare. Oggi si possono visitare in parte in gommone, mentre una volta si poteva usare il bucintoro, un'imbarcazione coperta per i viaggiatori. 

Nel Cinquecento si ebbe il primo corriere postale, che da Venezia raggiungeva Bologna via acqua passando per Ferrara. I canali ancora esistenti, ma interrati nel loro percorso cittadino, sono:

  1. Canale Navile, creato per congiungere Bologna al porto Navile e al Po;
  2. Canale Reno, che forniva acqua agli altri canal, prende origine dalla chiusa sul fiume Reno a Casalecchio. Nel 1861 la sua acqua era ancora la principale fonte di energia utilizzata dalle industrie bolognesi;
  3. Canale di Savena;
  4. Canale delle Moline e Cavaticcio, usati come forza motrice per i mulini (importanti nella lavorazione della seta, di cui la città felsinea era leader). 

Oltre a questi canali è presente in città un torrente naturale, anch'esso quasi completamente interrato e collegato agli altri canali: l'Aposa. La copertura dei canali avvenne progressivamente a partire dagli anni cinquanta sotto l'amministrazione Dozza, nell'ambito del disegno di ricostruzione, bonifica e riqualificazione urbanistica portata avanti nel Dopoguerra e che interessò tutta la città. In superficie rimangono le vie dedicate a questi corsi d'acqua: Via del Porto, Riva di Reno, Val d'Aposa, Via delle Moline e Via Savanella. L'associazione Amici delle Acque organizza visite guidate per scoprire le meraviglie sotterranee di Bologna.