Università di Bologna: la più antica del mondo occidentale

L’Università di Bologna, l’Alma Mater Studiorum, è la più antica del mondo occidentale, fondata nel 1088 con il nome di Studium. Le lezioni iniziarono nel XI secolo, quando maestri di grammatica, di retorica e di logica iniziarono a studiare il diritto. Il più famoso fra questi fu Irnerius, che si occupava di ordinare il materiale giuridico romano.

Lo studio del diritto si rivelò fondamentale tra il XI e il XII secolo, periodo della lotta per le investiture. Le consulenze di quattro esperti di diritto, ritenuti allievi di Irnerius, furono fondamentali per permettere a Federico I Barbarossa di sancire la propria superiorità – in questo frangente – rispetto alla Chiesa. Egli allora promulgò una Constitutio Habita con la quale si stabiliva che ogni scuola fosse una societas di socii (allievi) presieduta da un maestro (dominus), compensato con le quote pagate dagli studenti e indipendente da qualsiasi altro potere. 

Dopo la morte di Barbarossa, l'università dovette sempre lottare per la propria autonomia, ma ci riuscì. Già nel XIII secolo si contavano 2000 studenti.  Nei secoli successivi, al diritto si affiancarono le materie umanistiche, poi la teologia, il greco, l'ebraico e anche la "magia naturale", cioè la scienza sperimentale. Infine nel XVI secolo la medicina.

La fama dell'Università di Bologna si propagò, già dal Medioevo, in tutta Europa e divenne meta di ospiti illustri come Thomas Becket, Paracelso, Raimundo de Pegñafort, Albrecht Dürer, san Carlo Borromeo, Torquato Tasso e Carlo Goldoni. Giosué Carducci, nel 1888, in occasione dell'ottavo centenario, suggellò quest'istituzione con uno statuto universitario e affermò l'importanza di questo ateneo in Europa e nel mondo, ruolo che riveste tutt'oggi.