La storia di Bologna: le due torri

Bologna è una città ricca di storia e leggende. Sono tanti gli edifici e i monumenti che si possono incontrare passeggiando per il centro e di cui molti ignorano le origini. Uno dei simboli di Bologna sono sicuramente le due torri, costruite tra il 1109 e il 1119. I motivi per cui furono edificate non sono chiari, ma si crede che servissero alle famiglie più ricche come strumento di offesa, di difesa e soprattutto come simbolo di potere.

Nonostante il pensiero comune attribuisca la loro costruzioni alle famiglie Asinelli e Garisenda, da cui prendono i nomi, per via della scarsità dei documenti dell'epoca è impossibile sapere con certezza chi decise di dar vita alle due torri. L'unica cosa certa è che la famiglia Asinelli ne entrò in possesso solo nel 1185 e quindi circa settant'anni dopo la sua reale edificazione. 

Attualmente la torre Asinelli è alta 98m, ma si pensa che inizialmente fosse 20-25m più altra e che il suo abbassamento si deve a un restauro di epoca Bentivogliesca. La Garisenza, invece, misura 48m, ma inizialmente arrivava fino a 60m; fu poi ridimensionata a metà del 1300 per un cedimento delle fondamenta.

In passato Bologna ospitava tantissime torri, case-torri e torresotti, fortificazioni costruiti in corrispondenza della porte che costituivano la seconda cerchia di mura. Intorno al XIII secolo, però, molte furono eliminate o rimpicciolite e successivamente svolsero diverse funzioni: alcune diventarono negozi, altre abitazioni, alcune carceri o torri civiche.

La torre Asinelli divenne di proprietà del Comune nel XIV secolo e fu utilizzata come prigione, fu utilizzata da Giovanni Battista Riccioli e Giovanni Battista Guglielmini per diversi esperimenti sul moto dei gravi e sulla rotazione della terra, mentre durante la seconda guerra mondiale aveva funzioni di avvistamento e alcuni volontari la utilizzavano per dirigere i soccori durante i bombardamenti. In molti ignorano che la torre degli Asinelli è la torre pendente più alta di tutta Italia.