“Al chiaro di luna”, la nuova mostra ospitata da Casa Saraceni

“Al chiaro di luna” è la nuova mostra ospitata a Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

Da martedì 11 aprile sarà possibile visitare la mostra “Al chiaro di luna” presso Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Per la prima volta dopo quasi 40 anni, la Fondazione Carisbo mette a disposizione del pubblico le opere di Giovanni Romagnoli, artista che ha visto sbocciare la sua carriera artistica proprio a Bologna. La collezione si compone di 143 dipinti e 16 sculture, tutte donate alla Fondazione nel 1978, due anni dopo la morte dell’autore.

L’inaugurazione avverrà martedì 11 aprile, alle ore 18,00, a Casa Saraceni che si trova in via Farini 15. La mostra, curata da Angelo Mazza e ad ingresso gratuito, si potrà visitare da mercoledì 12 aprile a domenica 4 giugno 2017. Dal martedì al venerdì si potrà accedere all’esposizione dalle ore 15,30 alle ore 18,30. Il sabato e la domenica, invece, dalle 10,30 alle 18,30.

La mostra prevede anche sei aperture straordinarie: domenica 16, lunedì 17, martedì 25 aprile aprire, lunedì 1 e martedì 2 maggio dalle 10,30 alle 18,30. Lunedì 24 aprile, invece, sarà aperta dalle ore 10,30 alle ore 18,30.

In occasione del Festival della Scienza Medica che si terrà dal 20 al 23 aprile, invece, la mostra resterà aperta nei seguenti orari: giovedì 20 aprile dalle 14,00 alle 19,00 venerdì 21 aprile dalle 14,00 alle 20,00, sabato 22 aprile dalle ore 14,00 alle ore 20,00 con due visite guidate al Palazzo, una alle 16,00 e l’altra alle 17,30.

Per informazioni: www.fondazionecarisbo.it 

Qualche informazione

Tra i quadri più significativi presenti all’interno della mostra, colpisce “Al chiaro di luna” dipinto alla fine degli anni Trenta che rappresenta una figura femminile distesa su un canapè di velluto rosso accanto ad un giovane orchestrale con il capo chino, impegnato a suonare il violoncello. Sul fondo un paese indistinto e un cielo stellato con la falce di luna. Quest’opera, tra le più toccanti, esprime la visione onirica di Giovanni Romagnoli, pittore schivo e appartato, estraneo alla dialettica anche aspra delle correnti artistiche del Novecento.

Tra i suoi primi dipinti, invece, si colloca lo studio “Interno con scrivania, lampada e poltrona” (1910), eseguito a matita e acquarello su carta. Qui l’artista, pur essendo agli esordi, dimostra sicurezza nel segno e abilità nella resa delle luci.

La consacrazione artistica di Romagnoli, però, avvenne durante gli anni Venti, anche all’estero, quando la sensibile modulazione della luce, impastata con i colori di una tavolozza chiara incontrò le sue tematiche predilette: quelle intimistiche e familiari, con figure femminili e scene domestiche. A questo periodo appartiene “Studio di mani” (1921).

In mostra anche un raro autoritratto dell’autore, che si è voluto rappresentare accanto alla modella preferita Zoraide Domenichini. Il quadro “Autoritratto a figura intera con modella” (1938) mostra l’immagine dei due protagonisti riflessa nello specchio.

Giovanni Romagnoli, oltre che in pittura e nel disegno, si esercitò nella scultura. Particolarmente apprezzate la figura a grandezza naturale di “Pomona”, apparsa nel 1939 alla terza Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma, la “Testa di Zoraide” (1934) e le due teste in terracotta con voli femminili studi per la decorazione del Teatro Verdi (1927 ca.) che fu distrutto dai bombardamenti nel secondo conflitto mondiale.