La Storia delle Torri a Bologna

Torri Bologna

La Storia delle Torri di Bologna

Torri, Torri e Torri! come ben sapete Bologna pulula di Torri, in ogni angolo ed in ogni dove!

Proviamo ad approfondire l’argomento.

Le torri di Bologna, inizialmente strutture con funzione sia militare che gentilizia di origine medievale, sono uno dei tratti più affascinanti e caratteristici della  “Dotta“città.

Tra il XII ed il XIII secolo il numero delle torri innalzate nella città era molto grande: nel tempo di massima fioritura e potere della città se ne contavano addirittura  un centinaio, oggi ne sono sopravvissute 24, le due torri più famose sono la Torre degli Asinelli e quella della Garisenda.

Si potevano distinguere due tipi di torri caratterizzate da funzioni diverse, le prime utilizzate come strumento di offesa e/o di difesa, le altre come simbolo di potere.

Destinazione prevalentemente abitativa (ma allo stesso tempo difensiva) ebbero invece le cosiddette case-torri; esse avevano un’altezza inferiore, erano sicuramente dotate di più aperture e di pianta spesso rettangolare.

Oltre alle torri e alle case-torri, sono ancora visibili alcuni "torresotti", ovvero fortificazioni innalzate in corrispondenza delle porte della seconda cerchia di mura del XII secolo (mura dei Torresotti o del Mille), che fu quasi completamente abbattuta.

Nel tempo.. soprattutto nel XIII secolo molte torri furono mozzate o demolite, altre crollarono.  In una fase successiva ebbero i più disparati usi: carceri, torri civiche, negozi, abitazioni. Le ultime demolizioni avvennero nel XX secolo insieme alla cerchia di mura del XIV secolo, secondo un ambizioso e – con gli occhi di oggi – sciagurato piano di ristrutturazione urbanistica (le torri Artenisi e Riccadonna, che sorgevano nel "Mercato di mezzo" nei pressi dell'Asinelli e della Garisenda, furono abbattute nel 1919, in precedenza era stata abbattuta la Conforti (1918)

 

Storia delle Torri degli Asinelli

Le Torri degli Asinelli sono considerate il simbolo di Bologna! Entrambe pendenti, sono situate al centro del magnifico centro storico di Bologna,  all'incrocio tra le vie che portavano alle cinque porte dell'antica cerchia di mura "dei torresotti".

Anche Dante alighieri ha omaggiato  Le torri degli Asinelli all’interno della Divina Commedia:

Cit. Dante Alighieri

Qual pare a riguardar la Garisenda

sotto 'l chinato, quando un nuvol vada

sovr'essa sì, che ella incontro penda;

tal parve Anteo a me che stava a bada

di vederlo chinare …

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXXI, 136-140)

Non mi poriano già mai fare ammenda

del lor gran fallo gli occhi miei, sed elli

non s'accecasser, poi la Garisenda

torre miraro cò risguardi belli,

e non conobber quella (mal lor prenda)

ch'è la maggior de la qual si favelli…

(Dante Alighieri, Rime, VIII)

 

i nomi delle due Torri

 Asinelli (la maggiore) e Garisenda (la minore) sono i nomi delle famiglie a cui tradizionalmente se ne attribuisce la costruzione. La costruzione delle stesse è datata fra il 1109 ed il 1119, anche se non vi è la certezza assoluta in quanto non vi sono molte fonti a riguardo.

L’ipotesi più accreditata sostiene che l'Asinelli inizialmente fosse molto più alta, anche in virtù del fatto che i muri in cima sono di uno spessore che permetterebbe l'innalzamento di altri 20-25 metri. la parte più innalzata che si può vedere oggi  è dovuta a un rifacimento di epoca Bentivogliesca (1488) che la ridusse agli attuali 97,2 m (con uno strapiombo di 2,2 m). Il Comune ne divenne il proprietario nel XIV secolo e la utilizzò come prigione e fortilizio. Negli stessi anni intorno alla torre fu realizzata una costruzione in legno, che univa le torri, anche questa purtroppo venne distrutta successivamente.

Nei periodi successivi gravi danni alla torre furono arrecati dalla natura, in particolar modo da fulmini che spesso causavano incendi o piccoli crolli, fino a che, nel 1824 fu installato un parafulmine. Sono documentati almeno due gravi incendi a cui la torre è sopravvissuta: il primo nel 1185 (doloso) e il secondo non doloso nel già citato 1398.

La Splendida Torre Garisenda vanta oggi un’altezza pari a 48 m e ha uno strapiombo di 3,2 m, ma inizialmente era alta circa 60 m e fu mozzata nel 1351 a causa del cedimento in fase di costruzione

A partire dal quattrocento la torre fu acquistata dall'Arte dei Drappieri, che ne diventò poi l'unica proprietaria fino alla fine dell'Ottocento quando divenne proprietà comunale, con le mura ristrutturate fra il 1998 e il 2000; mentre una prima fase del consolidamento delle murature è stata attuata nel 1999-2000. La Rocchetta dell'Asinelli è stata restaurata nel 1998.

La torre degli Asinelli è nota in quanto torre pendente più alta d'Italia.